Gestalt e Canto Libero

rosamedina Articoli, Canto libero trasformatore

La Gestalt è una Scuola di Psicoterapia all’interno delle cosiddette Psicoterapie umanistiche caratterizzata dalla dimensione olistica del suo approccio di lavoro, in cui vengono integrati il centro motore (il corpo), il centro emotivo (i sentimenti e le emozioni) e il centro mentale/spirituale (pensieri, credenze…).

Molti concetti vengono associati alla teoria della  Gestalt: contatto, qui ed ora, consapevolezza, self, processo dialogico, autoregolazione organistica, vuoto fertile, sfondo e figura, gestalt incompleta, ciclo del contatto, relazione, polarità, attenzione nel presente, responsabilità, autosostegno, integrazione delle parti…Non è però conosciuta tanto per il suo corpo teorico quanto per la sua prassi, per il suo modo di fare, di stare e di essere con il paziente. Possiamo dire che i suoi tre pilastri principali sono la relazione, la consapevolezza e la sperimentazione.

E’ in pratica una scuola di esperienza di sé in cui è importante “l’approccio corporeo, il gruppo come  specchio di risonanze delle singole persone, il senso interiore e spirituale che impregna questo lavoro e la creatività, come risorsa terapeutica”.

La Gestalt, fondata da Fritz Perls negli anni 50/60, ha incorporato attraverso la peculiare e genuina personalità del suo creatore molte delle sue influenze psicologiche (la psicanalisi, la psicologia della forma, la teoria del campo di Kurt Lewin…), filosofiche (Friedlander, fenomenologia, esistenzialismo),   spirituali (lo Zen, il Taoismo…) e artistiche (teatro di Reinhardt, lo psicodramma di Moreno). Tutte queste influenze sono state fonti di ispirazione più che di sistematizzazioni teoriche. Di fatto si traducono nella prassi dello psicoterapeuta, al quale si chiede una presenza consapevole e responsabile di quanto accade in un preciso istante. In questo modo il/la paziente viene riportato/a al presente anche quando si trattano le ferite del passato o le aspettative del futuro. Tutto ciò viene elaborato all’interno della relazione tra lo psicoterapeuta ed il paziente, e in questo senso lo psicoterapeuta utilizza il proprio sentire nella relazione come risorsa genuina nel processo di lavoro.

L’essenza della Gestalt, che sembra ispirarsi ad  alcune tradizioni espirituali come il taoismo, è l’autorregolazione organismica, la quale si appoggia nella maturità dello psicoterapeuta fino a convertirlo in uno strumento di salute nella relazione terapeutica. Il concetto di autoregolazione organistica  così come lo descrive Claudio Naranjo, uno dei più significativi eredi di Fritz Perls, “viene incorporato alla Gestalt come una sorta di fiducia nella spontaneità, un vivere da dentro piuttosto che da fuori, un sinonimo del Tao, cioè, un corso di azione adeguata dettata più da una profonda intuizione che dalla razionalità…”. La terapia gestaltica non é nata come applicazione di un corpo teorico, ma piuttosto come una modalità di essere nel mondo in un certo modo… che concepisce le idee psicologiche di Fritz Perls come un contesto del suo lavoro prima che come un fondamento.   La Gestalt antepone, dunque, un genuino atteggiamento del terapeuta -legato all’intuito e alla stessa relazione con il/la paziente-, alle teorie e anche alle tecniche.

La Gestalt è anche uno stile di vita guidato da alcune dichiarazioni di verità che Claudio Naranjo esprime accuratamente nel suo libro “la Vieja y Novìsima Gestalt”:

  1. Vivi ora, cioè, preoccupati del presente più che del passato o del futuro.
  2. Vivi qui, cioè, relazionati più con il presente che con ciò che é assente.
  3. Lascia di immaginare: sperimenta ciò che è reale
  4. Abbandona i pensieri non necessari; piuttosto, senti e osserva.
  5. Preferisci l’espressione piuttosto che la manipolazione, la spiegazione, la giustificazione o il giudizio.
  6. Affidati al dispiacere e al dolore così come al piacere; non restringere la consapevolezza.
  7. Non accettare nessun altro “dovrei o avrei” che il tuo proprio: non adorare nessun idolo.
  8. Prendi responsabilità piena dei tuoi atti, sentimenti e pensieri.
  9. Accetta di essere come sei.

Con tutto ciò prende valore:

  1. L’attualità temporale (il presente di fronte al passato o il futuro), spaziale (ciò che é presente ora di fronte a ciò che rimane assente) e sostanziale (l’atto o l’azione di fronte al simbolo).
  2. L’attenzione e l’accettazione della esperienza.
  3. La responsabilità.

GESTALT VOICE O CANTO GESTALTICO

La Gestalt permette di inserire, per favorire questi obiettivi, alcune modalità espressive e creative (voce, movimento, danza, scrittura creativa, disegno, teatro,…), che non per distrarre ma per centrare il vissuto, aiutano nel processo di crescita. Queste risorse variano a seconda dei/delle psicoterapeuti/te, che spesso fanno congiungere con la Psicoterapia della Gestalt un proprio stile personale, fondato nella propria sensibilità artistica o creativa.  Un esempio di questo posso darlo attraverso la pratica della mia esperienza con ciò che ho chiamato “Canto gestaltico” o “Gestalt – Voice”, una modalità psicoterapeutica basata sui principi della Gestalt che si é caratterizzata dall’utilizzo prevalente della voce, il suono e il canto improvvisato.

“Il suono ha la virtù di rompere il discorso razionale che frequentemente intoppa il proprio lasciarsi fluire. La voce, diventa in questo modo una finestra che si apre alla propria interiorità.  Il suono aiuta a tirare fuori tutti i nodi emotivi inghiottiti che si portano dentro per tanto tempo. Diventa così, un canale privilegiato per l’aggiornamento di una energia stagnata che si può trasformare e rinnovare, offrendo alla persona altre possibilità e nuove strade di crescita. “

In questo processo sonoro tutto il vissuto personale viene tradotto in un suono, oppure in canti liberi, come se si trattasse di uno spartito espressivo e creativo, che porta, in crescendo, ad una consapevolezza maggiore di sé, che viene in un secondo momento elaborata ed integrata con l’aiuto dello/la psicoterapeuta.

Questo processo si avvale dell’energia dinamica e contagiosa del gruppo che in Gestalt si rivela come un potente risonatore energetico dei lavori che si sviluppano singolarmente. Lo/La psicoterapeuta accompagnerà i processi del gruppo e delle singole persone come se fosse un/una direttore/trice di orchestra. Questo gruppo corale a volte darà voce al tutto, ad un tutto che può risuonare diabolico o divino. A volte si servirà dell’emozione sprigionata da una singola persona per creare un nuovo “leit-motiv” . Altre invece, sarà utile per offrire molteplici rispecchiamenti proiettivi a chi sta immerso nel lavoro. In definitiva il gruppo diviene, in questo modo, uno spazio ricco per la sperimentazione.

Nel caso proprio del gruppo di Canto Gestaltico o Gestalt Voice, gli ingredienti della Gestalt come il contatto, la consapevolezza, la presenza e la responsabilità si trasformano in uno spartito sonoro di valenza significativa. Perciò il materiale da “cantare” è proposto dal vissuto proprio di ogni singola persona (ferite, dolori, affetti, richieste…) e sarà compito dello/la psicoterapeuta ascoltare profondamente e portare alla autenticità dell’espressione il vissuto più profondo, molte volte avvalendosi del proprio canto.